In Italia la violenza sulle donne per mano degli uomini ha raggiunto percentuali allarmanti, tanto da portare Rashida Manjoo, Special Rapporteur delle Nazioni Unite per il contrasto della violenza sulle donne  a dichiarare che i femminicidi sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni. Lo scorso anno abbiamo lanciato la campagna “Stop femminicidio #iocimettolafaccia” raccogliendo migliaia di adesioni e volti contro la violenza  per cercare di imporre il tema ad un’opinione pubblica che ancora parlava di “omicidi passionali”. Da allora di violenza e femminicidio se ne parla moltissimo, spesso purtroppo in maniera errata. Tantissime sono le immagini e le narrazioni di donne morte, sgozzate, maltrattate, vittime indifese di uomini presi da raptus di violenza. La risposta è mettere in galera il criminale e tutelare la vittima. Ma la violenza non è solo questo e non si combatte così. Non esistono raptus di follia ma modelli educativi sbagliati, perché la violenza sulle donne è un problema degli uomini. Non esistono donne da tutelare e mettere al sicuro ma una società che deve imparare a rapportarsi e a riconoscere la loro forza e libertà. Per questo quest’anno abbiamo deciso di lanciare la campagna “Anche questa è violenza” . La violenza sulle donne si può combattere a partire dall’educazione, dalla scuola e dall’università, con azioni culturali e politiche. Puntando sulla forza e non sulla debolezza delle donne. 

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