
Siamo fermamente contrari a tale progetto: infatti, non crediamo per nulla che allontare ancor di più questi enti dalla popolazione studentesca e, caricando questa nuova mega-adisu del peso gestionale di tutto il diritto allo studio campano, possa davvero portare ad un miglioramento dei servizi, che già sono drammaticamente carenti.
Inoltre non condividiamo affatto il modo in cui questo progetto viene presentato, portandolo di punto in bianco all’approvazione del Consiglio Regionale senza aver prima cercato il doveroso confronto con tutte le parti in causa, in particolar modo, ovviamente, i destinatari dei servizi, ovvero gli studenti, che come sempre sono stati esclusi da ogni processo decisionale. Evidentemente l’Assessore Miraglia concepisce gli studenti come qualcosa a cui va impedito di esprimere istanze e intende gestire il rapporto con loro tagliando il numero di rappresentanti (diventerebbero infatti solo tre per tutta la Campania, nonostante nella nostra Regione ci siano ben sette atenei); questo spiega anche perché non abbia voluto consultarli durante la stesura di questo provvedimento.
La Regione farebbe meglio, invece di ordire complicate architetture istituzionali, a fare chiarezza sul come vengono spesi i soldi dell’indecente “tassa regionale sul diritto allo studio”.
Richiediamo dunque con forza l’immediato ritiro di questo disegno di legge e l’organizzazione da parte della Regione di un confronto con le rappresentanze studentesche di tutta la campania.
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