
Dichiara Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’unione degli universitari: “ Sono riprese le riunioni tecniche per definire il Decreto LEP, e nuovamente circola l’idea, da parte di alcune Regioni, che si debba ridurre il numero degli studenti idonei, nonostante la grave crisi, che colpisce migliaia di famiglie, stia determinando un drastico calo di immatricolazioni all’università, con una riduzione di 30 mila immatricolati solo negli ultimi tre anni. L’Italia è il Paese europeo che investe meno nel diritto allo Studio, garantendo una borsa a meno del 10% degli studenti iscritti, ed è l’unico a presentare la figura degli idonei non beneficiari: il 20% degli studenti che ne avrebbero diritto, non ricevono infatti la borsa per mancanza di fondi. Per rispondere a questa vergogna c’è chi vorrebbe inasprire i criteri per ottenere la borsa di studio, determinando una riduzione degli idonei che, secondo le nostre stime, arriverebbe al 29,4%, un taglio di 50000 borsisti: sarebbe come se, a fronte di una coperta troppo corta, tagliassimo le gambe al paziente per coprirlo tutto, è assurdo!”
Conclude Scuccimarra: “La discussione sul Decreto è in corso, e lo diciamo subito a tutti i soggetti coinvolti, dal Governo alle Regioni: gli studenti non accetteranno mai un testo che preveda la riduzione degli idonei o delle risorse, e anche il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari ha votato un documento che sottolinea tutte le criticità delle ipotesi in campo. Soprattutto in un momento di crisi economica e sociale come questo, bisognerebbe ampliare la platea dei beneficiari e definire Livelli Essenziali ampi ed inclusivi; ridurre gli idonei e le borse di studio, al contrario, sarebbe un segnale gravissimo da parte del Governo, un grave disinvestimento nel futuro di migliaia di giovani. Lo scorso anno bloccammo l’iter di approvazione del Decreto grazie ad una forte mobilitazione studentesca: se non si aumenterà il coinvolgimento degli studenti, finora parziale, e se si proseguirà su ipotesi di contrazione del diritto allo studio, torneremo con forza a mobilitarci in tutte le Regioni per contrastare il decreto”.
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