
Ancora, le fasce più colpite dell’aumento sono state quelle medio-basse, ossia quelle che in questi anni di crisi economica incontrano sempre maggiori difficoltà a garantire l’istruzione universitaria ai propri figli, con una percentuale di aumento che arriva anche al 107% per gli studenti con ISEE compreso tra 19.000 e 21.000 euro.
Facendo un esempio uno studente avente un ISEE di 22.000 euro si troverà a pagare €1070 a fronte dei €530 pagati nell’anno accademico 2013/14. A tali somme vanno poi aggiunte la tassa regionale per il diritto allo studio (importo fisso di €140.00) la tassa d’immatricolazione ed iscrizione (di € 198,39) e altre voci tra cui la nuova e non meglio identificata “tassa modulistica” (€41,59) che fanno arrivare la cifra complessiva a €1466.98.
Basilio Tanania, Coordinatore d’ateneo Unione degli Universitari Messina: “E’ inaccettabile un’aumento delle tasse così repentino e sproporzionato, che si aggiunge alla già folle scelta fatta dall’ateneo nell’ultimo anno di far pagare le tasse anche ai vincitori di borsa, specie in un ateneo dove i redditi medi degli studenti si concentrano nelle fasce più basse. Non staremo con le mani in mano a vedere calpestati i diritti degli studenti in questo modo; se la commissione ad hoc costituita in fretta e furia dal rettore non prevederà un’abbassamento immediato delle tasse entro i parametri di legge siamo pronti ad opporci mettendo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione”.
Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Nazionale Unione degli Universitari: “L’aumento delle tasse universitarie effettuato a Messina è assolutamente illegale e in contrasto con le disposizioni nazionali che disciplinano la tassazione universitaria che non consentono un aumento delle tasse, per gli studenti con ISEE inferiore a 40.000€, maggiore del tasso di inflazione. Se a questa scelta si aggiunge quella di non rimborsare la tassa d’iscrizione e la tassa regionale ai vincitori della borsa di studio si apre di fronte agli studenti siciliani uno scenario pesantissimo: il diritto allo studio costituzionalmente garantito diventa un miraggio, i tagli statali agli atenei sono equilibrati solo tartassando gli studenti, l’università in questo contesto di crisi economica perde il suo carattere di massa e diviene sempre più per pochi. Che l’ateneo messinese stia già provando ad attuare la ricetta renziana di atenei di serie A e B?”
Conclude Gianluca Scuccimarra: “Non possiamo più accettare che gli Atenei per far quadrare i propri bilanci infrangano impunemente le poche norme sul diritto allo studio che ancora tutelano gli studenti. Il governo, il MIUR e la stessa CRUI devono fermare questo scempio: noi siamo pronti a presentare ricorso dinnanzi agli organi competenti se il Rettore non cambierà subito rotta abbassando le tasse immediatamente e ripristinando l’esonero delle stesse a tutti gli studenti borsisti”
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