
Gianluca Scuccimarra, Coordinatore Nazionale Unione degli Universitari: “Se davvero il numero di posti a disposizione verranno abbassati, ancora una volta il ministero dimostrerà la sua incapacità nel gestire il caos causato della scomparsa del plico di Bari che ha permesso a migliaia di studenti ad essere ammessi in sovrannumero. Quanto accaduto lo scorso anno non è responsabilità dei ricorrenti che sono stati ammessi con riserva nelle università, ma è solo colpa di un Ministro che non ha avuto il coraggio di assumersi la responsabilità di quanto accaduto e prendere provvedimenti. Se a questo aggiungiamo il modo in cui viene effettuata la concertazione tra regioni e l’ordine professionale dei medici per l’individuazione del fabbisogno di medici, vediamo come l’aumento o la riduzione di posti messi a bando per il corso di laurea in medicina e chirurgia è figlio di una scelta arbitraria e fortemente influenzata da interessi particolari, tanto che a dare l’annuncio del taglio sarebbe stata la stessa FNOMCEO.”
Continua Alberto Irone, portavoce nazionale Rete degli Studenti Medi: “E’ assurdo che a fine luglio gli studenti che stanno terminando gli esami di maturità vedano cadersi improvvisamente addosso anche la tegola della diminuzione dei posti per Medicina e Chirurgia. Il Ministero deve smetterla di giocare con il futuro di tanti studenti che da mesi si stanno preparando per la lotteria dei test di accesso, servono chiarimenti immediati e risposte certe.”
Conclude Gianluca Scuccimarra: “Che fine ha fatto il tavolo di riforma del sistema di accesso all’università, i corsi di preparazioni gratuiti organizzati dalle università e gli investimenti sull’orientamento in vista dell’anno 2015/16 promessi dal Ministro Giannini e dal Sottosegretario Faraone? Se consideriamo che a poco più di 2 mesi siamo in attesa della pubblicazione ancora del bando che indichi le nuove modalità di svolgimento del test e il numero di posti a disposizione per ogni singolo ateneo, possiamo dire ancora una volta che non bastano gli slogan, ma alle parole devono seguire i fatti, e questo governo, anche sull’accesso all’università, non l’ha mai fatto. Per questo siamo pronti a mobilitarci in tutti gli atenei se non arriverà una smentita immediata da parte del Ministro Giannini e non sarà convocato quanto prima un tavolo vero per la riforma del sistema d’accesso universitario”.
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