
L’Unione deli Universitari si è sempre battuta per un’università realmente accessibile a tutti, per questo rigetta con forza ogni ipotesi che preveda un numero chiuso o programmato, a maggior ragione alla luce dei recenti dati che vedono un crollo preoccupante degli iscritti all’università nel suo complesso, e a giurisprudenza in particolar modo.
Inoltre, il modus operandi messo in campo dal MIUR risulta estremamente limitato, non prevedendo un reale coinvolgimento dei destinatari ultimi di questa riforma: gli aspiranti giuristi. L’UDU chiede, pertanto, che il Ministero si smarchi dalla linea dettata dagli Ordini Professionali, che da sempre premono per una riforma che vada verso il numero chiuso o programmato. È urgente, invece, confrontarsi con gli studenti, al fine di dar luce ad una riforma che realmente migliori il corso di laurea in Giurisprudenza, specie dal punto di vista della didattica, senza però andare a limitare la possibilità dei singoli di scegliere il proprio futuro.
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