
Dichiara Jacopo Dionisio, Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Come UDU siamo soddisfatti di queste prime pronunce, auspicando che si estendano nel prosieguo a tutti gli altri corsi laurea. Riteniamo, invece, totalmente inopportuni che la difesa del numero chiuso all’Università in Tribunale intervenga non tanto da parte degli Atenei, ma da parte degli Ordini Professionali che, per la prima volta, sono scesi in campo nei processi per difendere il numero chiuso.”
Continua Dionisio: “Emblematico l’Ordine Nazionale degli Psicologi che con i soldi dei propri iscritti interviene nei processi contro gli aspiranti studenti. Invece di confrontarsi con gli studenti sul superamento di un numero chiuso, pieno di illegalità e che fa acqua da tutte le parti, passa parte del suo tempo ad intervenire nei giudizi ed a far causa agli studenti. Deve far riflettere il caso dell’Università di Catania dove si chiude l’accesso ai corsi di laurea col numero chiuso, ma poi si apre, un’università privata di Psicologia ad Enna, ovvero la stessa università e al centro di polemiche ed intrecci politici.”
Conclude il Coordinatore nazionale dell’UDU: “E’ l’ennesima dimostrazione di come troppo spesso il Ministero abbia delegato o subito le pressioni degli Ordini professionali nel definire i percorsi formativi delle Università italiane. Siamo stanchi di tutto questo: è ora che il Ministero chiuda questa fase, in cui sono stati i tribunali a dover riconoscere agli studenti il diritto allo studio. Si apra, invece, una fase di ascolto e confronto con gli studenti stessi per disegnare un nuovo modello che superi il numero chiuso e che ci consegni un sistema universitario libero e accessibile”
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