
Lo avevamo detto sin da subito: l’anticipo del tirocinio all’interno del percorso di laurea, necessario per sostenere l’esame di abilitazione, è un passo significativo ed importante verso la c.d. “laurea abilitante”. Ma non è sufficiente! È necessario rivedere l’intero percorso di studi, a cominciare dalla didattica in modo che il tirocinio stesso diventi strumento integrativo rispetto all’attuale modello di insegnamento tipicamente frontale. Non è solo anticipando o posticipando un trimestre che si affronta un tema così complesso. Quella presente nel Regolamento è una riforma significativa e positiva, ma deve essere un punto di partenza e non di arrivo.
Lo avevamo chiesto nel parere approvato poi dal CNSU e lo ha confermato anche il Consiglio di Stato nel parere dato prima dell’emanazione di questo nuovo regolamento: è necessario aumentare da 2 a 4 il numero di sessioni dell’esame di abilitazione, distribuendole su tutto l’anno accademico. Così sarà garantita una congruità e una corrispondenza con le sessioni di laurea, evitando che gli studenti debbano attendere troppo a lungo tra un passaggio e l’altro.
Anche le modalità dell’esame sono cambiate: in primis perché si passa da quesiti tratti dagli archivi ministeriali ai cosiddetti progress test. Inoltre, la distribuzione delle domande cambia: ora ci saranno 50 domande di area pre-clinica e 150 di area clinica. Una novità significativa, fortemente voluta e che va incontro alle istanze e alle richieste degli studenti, che va nella direzione di valorizzare quanto appreso durante il percorso di studi e le proprie inclinazioni.
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