
Le prese in giro continuano: la Ministra Bernini celebra un sistema che mette in ginocchio – ancora una volta – la salute mentale degli studenti
Sono arrivate ieri le dichiarazioni della Ministra Bernini sul semestre filtro di Medicina. Secondo lei, finalmente gli studenti “si formano dentro l’università”.
Quello che non dice è l’altra faccia della medaglia: studentesse e studenti sono travolti da frustrazione, ansia continua e livelli di stress fuori controllo. Dall’inizio del semestre filtro, molti segnalano insonnia e un peggioramento evidente della propria salute mentale.
La realtà è chiara: questa riforma è un fallimento. Gli studenti vengono catapultati in un percorso ingestibile, con orari di lezione assurdi e tre esami concentrati in appena due appelli. Un carico che non sostiene la formazione, ma la compromette.
E poi c’è l’assurdità dei test “al buio”: nessun materiale per esercitarsi, nessuna simulazione, nessuna indicazione concreta. La richiesta era semplice: poter affrontare il test con un minimo di preparazione. Anche qui, però, la risposta è stata il vuoto totale. La Ministra tace, le università non hanno strumenti e, come sempre, a pagarne il prezzo sono gli studenti.
Come Unione degli Universitari abbiamo lanciato un questionario sul semestre filtro: i risultati sono allarmanti. Il 97% degli studenti è contrario alla riforma; quasi tutti la ritengono peggiorativa. E il quadro si aggrava guardando al Diritto allo Studio: chi supererà il semestre rischia di ricevere la prima rata della borsa solo ad aprile, nella migliore delle ipotesi. Ancora una volta si preferisce speculare sulla formazione universitaria e sul futuro degli studenti invece di garantire un percorso serio, sostenibile e rispettoso della loro salute mentale.
Se vuoi sapere come fare ricorso clicca qui!
continua a leggere
Post collegati
Dopo mesi di silenzi e rimpalli, il semestre filtro si conferma per ciò che è: un esperimento fallito che ha
UDU: “IL SEMESTRE FILTRO È UN FALLIMENTO ANNUNCIATO. DI FRONTE ALLE IRREGOLARITÀ AVVIAMO IL RICORSO COLLETTIVO” Le prime prove del
