Il 20 novembre, in occasione della prima prova del semestre filtro per Medicina, l’Unione degli Universitari mette in campo un presidio davanti al Ministero dell’Università e della Ricerca e azioni in tutte le Università.

“Il Governo sostiene di voler ampliare l’accesso, ma i numeri parlano chiaro: con l’attuale riforma sette candidati su dieci non proseguiranno il percorso. Non è un allargamento del diritto allo studio: è l’ennesima selezione mascherata che scarica costi, ansie e incertezze sulle spalle degli studenti”, dichiarno l’UDU, la FP CGIL e la FLC CGIL.
Durante il presidio saranno chiare le criticità che emergono dalle nuove procedure: obblighi di frequenza diversi tra atenei, prove non uniformi, rischio di annullamenti e nuove limitazioni all’accesso.
Nelle università, saranno affissi striscioni e distribuiti volantini per informazioni sulle azioni legali: “vogliamo essere al fianco degli studenti in questo momento che deciderà sul loro futuro in tutti gli atenei del Paese” – continuano l’UDU e il Sindacato.

L’UDU anticipa di essere pronta a un ricorso per tutelare gli studenti che affronteranno gli esami del semestre filtro e che intendono contestare le irregolarità del nuovo sistema.

“Domani saremo davanti al Ministero per ricordare alla Ministra che il diritto allo studio si espande con investimenti, non con meccanismi escludenti e improvvisati. Gli studenti meritano un sistema trasparente, equo e davvero aperto, se non sarà il Ministero a farlo, toccherà a noi.” – concludono congiuntamente.

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